L’antica e vasta Baronia di Cerchiara (nel 1095-96 vi appartenevano Trebisacce, Cassano, Mormanno e Laino), nella metà del Duecento fu guidata da Ruggero De Amicis: poeta, capitano imperiale e persino ambasciatore in Egitto per conto di Federico II.
Alto dignitario alla corte dell’imperatore (rivestì il prestigioso incarico di Capitano e Maestro Giustiziere del regno), appartenne anche alla prima generazione della “scuola poetica siciliana”; a lui sono attribuiti diversi componimenti poetici a tema amoroso (tra questi la canzone “Sovente Amor n’ha ricuto manti”).
Nel 1241 Federico II incarica il De Amicis di svolgere una delicata missione diplomatica presso il sultano al-Malik al-Ḥāliḥ, missione che lo vide impegnato in Egitto sino alla primavera del 1242. Ritornato in Calabria, nel 1246 è coinvolto nella cosiddetta “congiura di Capaccio”. La congiura venne rapidamente soppressa da Federico II e Ruggero fu presto incarcerato e i suoi beni confiscati.
Bisogna attendere il 31 maggio del 1248 quando papa Innocenzo IV “restituisce” la baronia di Cerchiara al figlio Corrado De Amicis. Quest’ultimo però poté ritornare nel Regno soltanto dopo la vittoria di Carlo I d’Angiò, che nel 1269 lo “armò cavaliere” e restituì la Baronia di Cerchiara, confiscata al padre da Federico II, con le sue 7 terre: Cerchiara, S. Antonio, Casalnuovo, Degli Schiavi, Placazzo, S. Elia e Albidona. All’epoca vi apparteneva anche il castello di Scribla nelle vicinanze di Spezzano Albanese, già residenza di Roberto il Guiscardo (che qui vi deportò una colonia di prigionieri saraceni catturati in Sicilia).
P.F.
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