Oggi non vi sono che poche testimonianze dell’antica toponomastica urbana di Cerchiara. Mi riferisco in particolar modo a quella sette-ottocentesca, di cui invece è rimasta traccia solo nei documenti d’archivio (atti notarili e atti di nascita soprattutto). Se sopravvivono, infatti, nell’uso odierno le antiche “contrade” [allora dette “strade”] della Badia, della Costa, del Petraro e delle Calanche, altre, pure se citate frequentemente nei documenti, risultano oggi di non facile identificazione e collocazione.
Se alcune di queste strade fanno riferimento al culto di santi e a “venerabili” cappelle allora esistenti (quali le cappelle di Sant’Antuono [S. Antonio Abate] e di Santa Caterina), altre richiamano evidenze monumentali o architettoniche, come la Chiesa Nuova (chiesa eretta al centro del paese nel 1760 e mai terminata) o la Piazzetta (probabilmente la piazzettina antistante Santa Maria della Fontana) o la Piazza [denominata così evidentemente ben prima della fondazione della Chiesa Nuova] oppure la Rocca (l’odierno “Castello”) o “Borgo” (zona S. Giacomo); altre testimoniano invece il chiaro ricordo di enti assistenziali “Strada Congregazione [di Carità]”, di antichi monasteri “Strada Badia” e, persino, “Strada Spedale”. Quest’ultima Strada, collocata nella parrocchia di San Giacomo, presumibilmente nella zona dell’odierne vie Arimondi/Gravina/Paolo Cappello, è probabilmente legata all’antica sede in paese della Santa Casa Ospistalizia, dedica dal XVII sec. all’accoglimento dei “projetti” (bambini abbandonati) presso l’odierno Santuario di Santa Maria delle Armi, posto tra le ripidi pareti rocciose del monte Sellaro.
Eccole tutte quindi – qui per la prima volta – suddivise per le parrocchie di appartenenza:
Per San Pietro:
Strada S. Pietro
Strada Badia
Strada della Piazzetta
Strada Rocca
Strada S. Antuono [abate]
Strada S. Caterina
Strada S. Nicola
Per San Giacomo:
Strada S. Giacomo
Strada Travacca
Strada Celso di Corallo
Strada Congregazione
Strada l’Avena
Strada Petraro
Strada S. Sofia
Strada Spedale
Strada Taverna
Condividevano invece il territorio di entrambe le parrocchie (trovandosi lungo il loro confine che divide in senso verticale il centro storico):
Strada Costa [S. Marco]
Strada sopra la Chiesa Nuova
Strada Piazza
Strada Calanche
Mentre la maggior parte di queste denominazioni riguardavano strade esclusivamente urbane, alcune di esse, pur originandosi in paese, raggiungevano le varie contrade montane e collinari: è il caso, ad esempio, della Strada S. Antuono che arrivava almeno sino ai Colli di Spinapulice, della Strada L’Avena che giungeva a Gagliardi, della Strada S. Sofia che portava a Pappalatte e, probabilmente, della Strada S. Nicola che conduceva a Valle della Nuda.
Questa antica tradizione topografica rimase sostanzialmente intatta almeno sino agli inizi del Novecento. Nel 1902, infatti, le vecchie denominazioni vennero tutte sostituite con i vari “corso Umberto I”, “via Regina Elena”, “via Regina Margherita”, “via Carlo Poerio”, “via Luigi Settembrini”, “via Garibaldi”… che meglio rispecchiavano il nuovo corso politico frutto degli stravolgimenti storici e sociali avvenuti con l’Unità d’Italia.
Scorrendo, infine, l’elenco delle “Strade” e delle “Cappelle” si evince un particolare importante. Queste – non a caso – sono tutte dedicate a santi della prima era cristiana: san Matteo, san Giuseppe, santa Sofia, sant’Antonio Abate, santa Caterina (d’Alessandria), san Nicola (di Mira), santa Lucia, san Sebastiano. E non fanno certo eccezione le due chiese, dedicate agli apostoli Pietro e Giacomo (maggiore), e il patrono Bonifacio di Tarso, santo martire del IV secolo.
Anche se, perlopiù, del loro culto non resta oggi che qualche vago ricordo, tutto questo ben testimonia la storia e le origini altomedievali di Cerchiara e la sua chiara, e mai sopita, identità religiosa e culturale di matrice bizantina.
P.F.
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