Il 17 agosto 1961 la spedizione del Gruppo Speleologico Piemontese partiva «per il campo in contrada Bifurto, sopra Cerchiara», alla scoperta di quella che per i locali era anche semplicemente la “Fossa del lupo”, un inghiottitoio attivo che gli speleologi torinesi esplorarono quell’estate, tra meandri, pozzi e strettoie sino a raggiungere, l’anno successivo, la straordinaria profondità di -683 metri.
Le fotografie sono di Franco Actis e Beppe Dematteis (Archivio GSP, Gruppo Speleologico Piemontese). Le parole di seguito tratte sono della relazione di Carla Lanza nel bollettino «Grotte» del GSP, n. 16, 1961:
«Dopo un giorno di riposo e di preparativi il 17 partivamo per il campo in contrada Bifurto, sopra Cerchiara, all’apertura di un pozzo precedentemente sondato. A mezzogiorno entrava la squadra di punta, che usciva alle 5 del mattino dopo senza aver completato l’esplorazione per insufficienza di scale. Alcune ore di sonno e poi, smontato il campo ci portavamo al pozzo di Balzo di Cristo».

In stazione con i bagagli
Vedi la scheda →
Il camion della spedizione
Vedi la scheda →
Il camion sul pendio
Vedi la scheda →
Sosta accanto al camion
Vedi la scheda →
Sosta sotto il telo, tra le rocce
Vedi la scheda →
Tra le rocce, con le corde
Vedi la scheda →
Ingresso del Bifurto
Vedi la scheda →
All’imbocco dell’Abisso
Vedi la scheda →
Vedi anche: Il “soffio” del Bifurto







